martedì 12 febbraio 2013
inizio tournée Amico treno non ti pago a Caltanissetta, 6 febbraio 2013
inizia a Caltanissetta il viaggio di Amico treno non ti pago 2013, cioè la nuova edizione, dopo la prima edizione di fine 2011 che aveva toccato Genova, Bergamo, Pavia e non solo. Riparte da Sud, dal Quanto Basta Music Café di Caltanissetta, immerso nel cuore del centro storico, attaccato al Cinema Teatro Bauffremont, ex Cinema Trieste, all'interno del seicentesco Palazzo Moncada. Il Quanto Basta Music Café ha aperto a dicembre del 2012 e già ha proposto circa trenta tra presentazioni, concerti, reaidng. Angelo Maddalena ha raccontato con voce antica e pochi gesti da cantastorie e poche note di chitarra, i viaggi tra Nord e sud, alla ricerca di un riscatto possibile, del viaggio e della memoria, un'esigenza di rompere il velo deglia ffari sporchi che si nascondono dietro i disastri ferroviari in nome dell'Alta Velocità. Forte, in questo, della prefazione di Ivan Cicconi che spiega come quest diari siano apragonabili metaforicamente ai "pacchi" di Unabomber, ma i diari di Amico treno non ti pago non fanno danni fisici, ma squarciano il velo del pensiero unico e della nostra coscienza assopita. Nel piccolo spazio dai tacoli di legno rosso, quasi tutti occupati, c'erano anche ragazze di giovane età, e un'atmosfera da racconto attorno al fuoco, come è nello stile dei racconti di Angelo Maddalena e di altri narratori del mediterraneo come Antonio Carletti di Genova, autore, scrittore e attore di monologhi teatrali, oltre che regista e assistente alla regia di molti monologhi teatrali di Angelo. Per Angelo Maddalena è la seconda volta che racconta in forma teatrale a Caltanissetta, la prima era stata al circolo Arci Mamamia, nel 2007. Le presentazioni di Amico treno in Sicilia proseguono domani a Catania e dopo domani a Siracusa. Amico treno non ti pago è pubblicato da Eris edizioni.
Gioia grande a Caltanissetta per Amico treno non ti pago: inizio in grande stile della tourné 2013
Io ho la nausea. Per motivi che credo di conoscere ma che non è il caso menzionare adesso. Forese perchè della fatal quiete sei l'immago a me si cara vieni o sera coi tuoi zefiri serenni ecc. ecc. Forse perchè...troppa contentezza genera nausea? intanto ascolto i Perturbazione live che cantano Agosto. Agosto, è il mese più freddo dell'anno...L'inverno si sposta sei mesi in avanti e non è Polo Sud. Ieri sera ho scoperto un posto, nel cuore di Caltanissetta. Caltanissetta è un cuore d'oro e di cemento, un lamento, Cartanissetta fa quattru quartei la megliu giuventù li surfatari. A me viene da piangere per un pò di motivi ma anche per il cuore di Caltanissetta, un centro storico tra i più belli del Centro Sicilia, il Palazzo Moncada, la Piazzetta con la Fontana, la Cattedrale, i Bastioni...Arrivo ieri pomeriggio a Caltanissetta che piove e non piove, ho "dribblato" la pioggia dalla mia casa di campagna fino a Pietraperzia, in bicicletta, con chitarra e zainetto, che ho preferito farla così anche se poteva venirmi a prendere Lillo in macchina, ma la mattina era piovosetto, tarda mattinata soleggiato variabile, allora avevo detto a Lillo di non venire, il tempo di farmi una psata con cipolle patate e carote e uno shampo e poi accendere la stufa che per ora fai capricci, e poi ero andato in bici temendo l'acqua, che è arrivata dal cielo dopo pochi minuti che sono arrivato in paese, dove ho lasciato la bici a casa di mia madre dove non abita nessuno da decenni e anche mia madre adesso è a Milano, e poi via in autostop a Caltanissetta. Arrivo vicino al bivio con un mio vicino di casa (di casa di mia madre) e mentre esco dalla macchina comincia a piovigginare. Mi infilo nel negozio di Sebi e Michele e mi riparo un pò. Dopo meno di un quarto d'ora non piove più, esco e comincio a camminare verso lo svincolo che è a meno di un chilometro, passa Paolo S. che sta andando a Caltanissetta e mi fa salire e viaggiamo insieme fino al Centro Storico di CL. Per adesso mi fermo perchè ho la nausea, e mentre lo scrivo mi viene da ridere, in realtà sta per arrivare Filippo u francisi col quale dobbiamo montare la tenda/separé e poi se dio vuole pulire il tubo della stufa dove fa una curva che magari c'è un pò di cenere o cinnirò che ostruisce un pò le passage de la fumée, a bientot
Amico treno non ti pago a Catania, 8 febbraio 2013
ieri sera a Catania freddo e ventoo vento freddo ma non piove, bello bello senza ombrello, quasi rimpiango di non aver portato i guanti nè il cappello, comunque fa meno freddo che a Pietraperzia. Nella piccola strada vicino alla Villa Bellini, via Santa Filomena, coi ristorantini a rischio radical chic...alle sette e mezza ancora non arrivva nessuno, pensavo che l'orario fosse le sette quello ufficilae della locandina invece che scopro che era sette e mezza. Ovviamente viene al cuore il pienone del 15 settembre quando con Karim, meno di sei mesi fa quindi, che KArim era venuto da Torino, libreria piena a scoppiare e tanti libri venduti e tutto il resto. La Libreria Vicolo stretto è gestita da Maria Carmela e da sua sorella Angelica, MC è tutta cuore e vita dell'anima, di madre barrese con un'adolescenza part time a Gela ed esperienze di studio e lavoro all'estero, e il coraggio di aprire una libreria indipendente in centro Catania: binidtta tutta, eroica fino in fondo. Alle otto arrivano in pochi, e il vino ci salva! MC ha messo bottiglied i vino per dopo, io propendo per aprirle prima ed è miracolo: entra gente e offriamo vino e arriviamo quasi a dieci persone che oggi come oggi è un miracolo, tra l'altro alla stessa ora c'è Ingroia a Catania, e quindi...abbiamo un concorrente "leale"! (non so se si è capita la battuta) La presentazione è ovviamente fluida e coinvolgente, cioè la narrazione, anche perchè fresca di pochi giorni fa a Caltanissetta, dove c'era stato il miracolo delle vendite, ma qui non si ripete, poche (ma buone!, si fa per dire, per consolarsi) vendite, e adesso siamo a Siracusa, nell'autobus ho incontrato Dario Felice (si chiama così), un architetto nomade che abita e lavora a Caltagirone è di Acireale e fidanzata a Siracusa, nomade perchè si muove con altri colleghi per documentare realtà di spazi artistici autogestiti, è stato al Valle di Roma, al Macao di Milano e mi dà un indirizzo di Daniela che è dentro l'Occupazione del Cinema Palazzo di Roma e chissà che a fine febbraio non ci faccia una capatina, a presto e grazie, Angelo
P.S.: a Catania sono giorni di post Sant'Agata e ho ascoltato testimonianze interessanti sul folklore e sulla "violenza" popolare e sulla meraviglia di cotanta Santità di strad di piazza di ceri entormi e pesanti e di burdellU!
domenica 10 febbraio 2013
Zibaldoni e altre meraviglie: ebook e nuove rubriche
COMUNICATO STAMPA
“Zibaldoni e altre meraviglie”: ebook e nuove rubriche
per la rinascita di una “rivista letteraria per l’avvenire”
A dieci esatti dalla pubblicazione del suo primo editoriale (dicembre 2002), “Zibaldoni e altre meraviglie” (www.zibaldoni.it), una delle riviste storiche del web letterario italiano, che ha annoverato e annovera, tra i suoi collaboratori, Gianni Celati, Barbara Fiore, Antonio Prete, Massimo Rizzante e molti altri, riprende le pubblicazioni con un sito rinnovato nella forma e nei contenuti, e con il nuovo progetto di editoria digitale “ZiBook”.
Gli “ZiBook” sono ebook in fomrato EPUB, MOBI e PDF, scaricabili dal sito della rivista e reperibili sui migliori store online. Gli “ZiBook” della collana “Ricordanze”, che contengono racconti, poesie, saggi, corrispondono ai primi numeri della rivista, e sono assolutamente gratuiti, mentre gli altri hanno un costo contenuto, pur essendo produzioni inedite e originali. Il primo “ZiBook” della collana “Lontananze” (5,99 euro) è un romanzo per frammenti di Pietro Altieri (“Una disperazione confusa”), acquistabile in tutti e tre i formati sul sito www.zibaldoni.it e sugli store online.
Ma non ci sono solo gli “ZiBook” nel nuovo “Zibaldoni”. Continua, infatti, le sue pubblicazioni la collana cartacea “Questo è quel mondo”, giunta al settimo volume con “Il ricatto del godimento” di Alessandro Carrera, e si inaugura una bella serie di rubriche, che spaziano dalla (ormai rara) critica letteraria di qualità alla narrativa, dalle riscritture ironiche e comiche alle notazioni di costume, dal cinema alla fotografia alla poesia e al disegno.
Da segnalare, tra i primi testi pubblicati, un saggio inedito di Lakis Proguidis, direttore dell’“Atelier du roman”, tradotto da Simona Carretta all’interno della rubrica “L’arte del saggio”, un reportage africano di Barbara Fiore, un’analisi di Walter Nardon di uno dei libri più importanti degli ultimi anni, “Miss Herbert” di Adam Thirlwell, i colloqui apocrifi di Marco Ercolani ispirati a Robert Walser, i “paralipomeni” di Michele Ruele, il “giornale da un solo giorno” di Brunella Antomarini, lo “ZibalDino” di Dino Baldi, le prose di Claudio Morandini, Paolo Morelli, Gianvittorio Randaccio e Giacomo Verri, le prime parti delle rubriche di Ivan Catalano, Stefania Conte, Francesca Andreini, Davide Racca e Stefano Zangrando, e infine l’editoriale di Enrico De Vivo, dal titolo “Sopravvivenza degli Omini con la Scala”, che ripercorre velatamente le vicende dei primi dieci anni di vita di “Zibaldoni e altre meraviglie”, annunciando altresì intenti e progetti di una funambolica “rivista letteraria per l’avvenire”.
giovedì 12 aprile 2012
dovrebbe essere sottotorchio o solo scorie ma è cuntacunti
non reggo più! Non vorrei scrivere, ho le calze pesanti, sento caldo ai piedi, ci ho il peso dei giorni francesi da smaltire, il racconto da "liberare", sicuramente una cosa inaspettata anche se "programmata" è stato la totale "gratuità" dei viaggi in treno, che veramente se me lo avessero detto, anche se era già capitato, ma è sempre un'incognita e un'avventura, se mi avessero detto che avrei viaggiato semrpe gratis a parte i 14 euro della navetta Lyon Sant Ezpery Lyon Pardieu, ma già all'inizio, il 27 marzo, con uno spettacolo da afre alla sera, parto alle 12 e 30 o forse più tardi da Torino Porta Susa, e lì i controllori francesi prima di Bardonecchia si avvicinano, e io gli vado incontro e penso che sta volta me la fanno, e invece penso che potrebbe andare come altre volte che io passo e loro non mi chuiedono nulla ma incvece sì, "votre tiket s'il vous plait", je l'ai a ma place, rispondo, "va a ta place", dice lui, io torno verso il mio posto cioè dietro di me a pochi metri ma supero il posto e vado in bagno, esco dal bagno dopo dieci mimuti o quindici ma non di più e loro non ci sono più, spariti, dissolti, volatilizzati!
Poi arrivato a Valence Mathieu mi rivela il suo "metodo", e cioè un biglietto Interail irlandese che fotocopia e stampa da anni e anni, puro artigianato frodistico! Viva Gesù e viva Maria! Gesù e Maria si avvicinano, mia madre direbbe che loro mia assistono, e se assistessero sempre banditi e senza permesso di soggiorno sarebbe bello, ma dove non arriva la mano divina arriva quella umana, quindi continuiamo a combattere e lottare! anche se avolte sembra di essere in alto mare.
A Saillons arriviamo alle otto e qualcosa, che in teoria il mio spettacolo inizia alle otto e mezza, tempo di mangiare una insalata che Laurie e sua figlia Carmille ci offrono, e poi inziamo. Laurie è molto bella, ha uno charme particolare, chiara, occhi azzurri penetranti, magnetici, parla poco, sorride appena, la figlia è pure bella, intanto Mathieu si prepara per filmare il arcconto Alla Maddalena, récit du 3 juillet en Val di Susa. Filma, e adesso siamo in cassetta. Solo che le cassette me le ha date a me e ora ci vuole uno con una videocamera (non digitale) per vederci e vedermi. Mi ripropongo di chiedere a Julie, ma intanto dopo lo spettacolo arriva anche Greg, il compagno di Laurie. Laurie prima mi da 40 euro anzichè 50 (come contratto) più 30 euro di cappello, poi a fine serata mi dà altrre 20 euro, un pò strana come tipa, poetica e misteriosa, dico a Mathieu nel viaggio di ritorno verso casa sua a Valence. E lui concorda. Greg mi racconta del viaggio che hanno fatto a febbraio a Linosa con la fisarmonica, cose da raccontare in un film tipo Au cul du loup. La notte dormiamo da Laurie, io e mathieu nella stanza di Carmille, la bimba, che dorme nella stanza di sua madre. L'indomani mattina andiamo in un internet point prima di ripartire. C'è un'esercitazione di militari con divise e mitragliette e mitraglioni, Mathieu gli chiede se è un esercitazione e loro rispondono di sì. Nel viaggio verso Valence incorceremo anche due o tre piccoli carri armati di "allenamento". La Francia è foplle, decaduta e violenta, militarizzata e paranoica, mi viene da pensare. Alla prossima puntata, adesso sono a Milano cvhe dopo 15 giorni di vita "collettiva" tra Parigi e Grenoble (dopo Valence sono andato a Chambery per lo spettacolo Déraciné comme Cioran e poi da lì sono partito per Parigi dove mi aspettava Julie, da Parigi ho fatto tappa a Grenoble prima di tornmare a Torino e ieri a Milano)
Poi arrivato a Valence Mathieu mi rivela il suo "metodo", e cioè un biglietto Interail irlandese che fotocopia e stampa da anni e anni, puro artigianato frodistico! Viva Gesù e viva Maria! Gesù e Maria si avvicinano, mia madre direbbe che loro mia assistono, e se assistessero sempre banditi e senza permesso di soggiorno sarebbe bello, ma dove non arriva la mano divina arriva quella umana, quindi continuiamo a combattere e lottare! anche se avolte sembra di essere in alto mare.
A Saillons arriviamo alle otto e qualcosa, che in teoria il mio spettacolo inizia alle otto e mezza, tempo di mangiare una insalata che Laurie e sua figlia Carmille ci offrono, e poi inziamo. Laurie è molto bella, ha uno charme particolare, chiara, occhi azzurri penetranti, magnetici, parla poco, sorride appena, la figlia è pure bella, intanto Mathieu si prepara per filmare il arcconto Alla Maddalena, récit du 3 juillet en Val di Susa. Filma, e adesso siamo in cassetta. Solo che le cassette me le ha date a me e ora ci vuole uno con una videocamera (non digitale) per vederci e vedermi. Mi ripropongo di chiedere a Julie, ma intanto dopo lo spettacolo arriva anche Greg, il compagno di Laurie. Laurie prima mi da 40 euro anzichè 50 (come contratto) più 30 euro di cappello, poi a fine serata mi dà altrre 20 euro, un pò strana come tipa, poetica e misteriosa, dico a Mathieu nel viaggio di ritorno verso casa sua a Valence. E lui concorda. Greg mi racconta del viaggio che hanno fatto a febbraio a Linosa con la fisarmonica, cose da raccontare in un film tipo Au cul du loup. La notte dormiamo da Laurie, io e mathieu nella stanza di Carmille, la bimba, che dorme nella stanza di sua madre. L'indomani mattina andiamo in un internet point prima di ripartire. C'è un'esercitazione di militari con divise e mitragliette e mitraglioni, Mathieu gli chiede se è un esercitazione e loro rispondono di sì. Nel viaggio verso Valence incorceremo anche due o tre piccoli carri armati di "allenamento". La Francia è foplle, decaduta e violenta, militarizzata e paranoica, mi viene da pensare. Alla prossima puntata, adesso sono a Milano cvhe dopo 15 giorni di vita "collettiva" tra Parigi e Grenoble (dopo Valence sono andato a Chambery per lo spettacolo Déraciné comme Cioran e poi da lì sono partito per Parigi dove mi aspettava Julie, da Parigi ho fatto tappa a Grenoble prima di tornmare a Torino e ieri a Milano)
venerdì 23 marzo 2012
io e mia madre in val di susa seconda parte
eccoci qui, io a Zara e mia madre pure, ma fino a un pò di ore fa. Adesso andiamo versoil tramonto. Gibo mi ha chiesto di scrivere la seconda parte del viaggio. Eravamo arrivati a Villarfocchiardo, è sabato pomeriggio,, 17 marzo, cioè meno diuna settimana fa. Arriviamo al Salone Polivalente di Villarfocchiardo. pioviggina ma non troppo, anzi quasi niente, le previsionierano più "minacciose", c'era chi diceva che dopo Condove ci sarebbe stato diluvio o quasi, niente di fatto, niente diluvio sulla Val susa, che non si riposa e via cantando. Appena entrati, sulla sinistra c'è un banchetto con i prodotti di Luca, cioè verdure e qualche cosa fatta a mano, tipo borse con disegno awaiano e scritta Notav, di cotone non trattato, una rossa e una azzurra, ne comprerò due, una per mia sorella Chiara che ha fatto il compleanno il 16 marzo, l'anniversario della morte di Moro, e una per me. Mia madre si fionda sui banchetti di marmellate, alla nostra destra. Alla nostra sinistra, subito dopo il banchetto coi prodotti di Luca e e per Luca, c'è il palco. in mezzo alla sala la platea con le sedie disposte a mò dicinema o teatro, ovvio. vedo quasi subito Marco e gli presento mia madre. Marco sarebbe dovuto venire a prendercia Sant'Antonino ma dopo il ritardo e il fuori programma di Donatella ad Alpignano Marco ciaspetta A Villarfocchiardo. Subito cerco Elisabetta che è la donna che ciha organizzato il pernottamento alla CAsa Evangelica di Meana, non la conosco, ma la provvidenza e i tre o quattro mesi e più trascorsi sei anni fa da pellegrino Notav mi vengono incontro, e hanno il volto di Cesira, una donna che ha due occhi vispi e belli verdi e marroni, in pratica due castagne. Mi sorride e mi dice che Elisabetta mi sta aspettando. me la presenta e ci baciamo e salutiamo, Elisabetta ha una maglietta con scritto Digiuno Notav, e anche Cesira, infatti la mattina del 17, cioè quel giorno stesso, è iniziatoil digiuno a staffetta Notav, infatti dopo un pò spunta Turi, il sempiterno, con la maglietta Notav e il suo digiuno o sciopero della parola, infatti mi si avvicina e comincia a scrivere due parole o tre che potrebbe dirmi a voce ma siccome digiuna di parole me le scrive. Intanto mi avvicino a un banchetto dove c'è Elena che è la moglie di Maurizio. A casa di Elena seianni avevo lasciatoun maglione ancora sarà lì, me lo aveva datoun tipo che mi aveva ospitato una notte a Laietto, lo chiamavano Renga e mi aveva regalato anche dei pantaloni neri di pannetto tipo tuta o pantacalza che per la bicicletta erano favolosi, prima o poi ricomincerò a girare il mondo o il mediterraneo in bicicletta? intanto andiamo avanti, senza bicicletta. Compro una maglietta al banchettodi Elena, quella bordò con Obelix e il fumetto con la scritta Notav e il treno che sta per essere fermato da Obelix. Volevo fare uno scambio col mio libroche faccio vedere ad Elena e Maurizio, ma loro ce l'hannoancora con me, forse, per chissà quale motivo di beghe e beghette Notav di sei anni fa, o forse no, fatto sta che Elena quando midice 8 euro per la maglietta, iole dico "è lo stesso prezzo del libro", leimi dice "ma dai questo è per la causa", alla fine
giovedì 22 marzo 2012
io e miamadre senza biglietto in Val di Susa
Sabato mattina partiamo da Milano per Torino e da Torino poi prenderemo il treno per Susa. Io e mia madre.
Mia madre da quando è caduto Luca è sempre più interessata e motivata a stare vicino a Luca con la preghiera. Siccome le ho detto che ci sono i Cattolici della Valle che pregano per Luca e che se vuole può conoscerli direttamente, le propongo di andare insieme in Val di Susa. Decidiamo di partire la domenica, ma poi anticipiamo la partenza al sabato. Perchè pensavo che gli Hobophobic suonassero a Milano il sabato invece il giovedì ho saputo che suonavano il venerdì. Io non conosco e non so che musica fanno ma sono tutte persone che conosco e soprattutto Mauro, vengono da Taranto e sono stato a trovarli due volte negli ultimi due anni e ho fatto due dei miesi spettacoli nella masseria dove Mauro e altri di loro abitano.
Partiamo il sabato mattina dunque. In treno saliamo senza biglietto. Prima di partire avevamo detto che avremmo fatto il biglietto in base a un pò di varianti: fila alle biglietterie, macchinette funzionanti...ma poi l'arrivo quasi all'ultimo minuto ci ha tolto il pensiero! Avremmo fatto il biglietto sul treno. Se il controllore fosse passato. Mia madre controllava il controllore tra una preghiera e l'altra, cioè tra una cruna e l'altra del rosario. Magari tutti i rosari e le pregehiere servissero per liberarsi dal controllore e dai ricatti del biglietto! Mia madre è cattolica, aperta, ma comunque cattolica. Non si libera sempre attraverso la preghiera. E neanche stavolta. Solo che mi viene da osservare: l'ansia da bigleitto che attanaglia molti di noi trentenni e quarantenni, che spesso diventa legalitarismo per molti equiesolidali e non solo, da dove viene? Mia madre non è una ribelle, anzi, eppure gestisce serenamente l'ansia del biglietto. Chissà perchè. Comunque, arriviamo a Torino senza biglietto, il controllore non passa. A Torino dobbiamo prendere il treno per Susa. Matilde viene alla stazione di Porta Nuova per portarmi dieci copie del mio libro Amico treno non ti pago (Matilde è la mia editrice). QUindi anche per aspettare Matilde, ma anche per bere un caffè (mia madre) che poi offriamo anche a Matilde, evitiamo di prendere il treno per Bardonecchia delle 14,32, e optiamo per quello che va a Susa delle 14,45. Pensiamo di fare il biglietto chilometrico perchè dobbiamo scendere a Sant'Antonino Vaie, ma l'edicola dove dovremmo comprarlo (quella della stazione) è chiusa, un'altra non ne ha, decidiamo di non farlo o farlo sul treno. Intanto cerchiamo di capire da quale binario parte il nostro treno per Susa. Ma non c'è scritto nel tabellone elettronico. Mia madre dice che vuole andare in abgno nella toilette della stazione. Le dico che è meglio di no perchè rischiamo di perdere il treno. Però dopo un pò ancora il nuemro del binario non appare. Ci sono due ferrovieri al binario 18 o 19 o 17, vicini a una Freccia Rossa (o Freccia Rotta?). Chiedo ai due se sannoa che ora partirà il treno per Susa. Uno dei due mi dice che arriverà con 25 minuti di ritardo! Altro che andare in bagno, mi amadre poteva andare anche a farsi una passeggiata in Via Roma, penso! Però non glielo dico. E invece chiedo come cazzo funziona sta cosa, meglio che non abbiamo fatto il biglietto, dico. I due fanno finta di non capire. Gli chiedo se vengono anche loro in Val di Susa domani, e loro tentennano, dicono no ma che sono vicini alla causa, ma non più di tanto a giudicare di come parlano. Poi ripeto che è meglio non fare il biglietto con questi treni e queste condizioni, tipo 4 miliardi di euro dei treni universali spostati all'Alta Velocità. Poi si avvicina mia madre. Uno di loro anzi tutti e due mi dicono che se non facciamo il biglietto ci fanno la multa. Penso che loro non ce la possono fare perchè noi prenderemo un treno e loro un altro. Però quando arriva il treno uno di loro due sale sul nostro stesso treno e io penso ( e mai amdre dice) che potrei parlare meno a volte. Però lui non ci chiede nè ci fa il biglietto. Noi scendiamo ad Alpignano, perchè io mando un sms a quattro persone in cui dico di questo treno che sta partendo con 30 minuti di ritardo. E Donatelle che riceve l'sms ci dice di scendere ad Alpigano che così andiamo con lei e la sua maica in macchina fino a Villarfocchiardo dove c'è la presentazione di Etinomia, la rete di imprenditori etici della Valsusa.
fine prima parte, se qualcuno di voi vuole sapere la seconda..aspetto un invito, se non non so se continuo a scrivere.
Mia madre da quando è caduto Luca è sempre più interessata e motivata a stare vicino a Luca con la preghiera. Siccome le ho detto che ci sono i Cattolici della Valle che pregano per Luca e che se vuole può conoscerli direttamente, le propongo di andare insieme in Val di Susa. Decidiamo di partire la domenica, ma poi anticipiamo la partenza al sabato. Perchè pensavo che gli Hobophobic suonassero a Milano il sabato invece il giovedì ho saputo che suonavano il venerdì. Io non conosco e non so che musica fanno ma sono tutte persone che conosco e soprattutto Mauro, vengono da Taranto e sono stato a trovarli due volte negli ultimi due anni e ho fatto due dei miesi spettacoli nella masseria dove Mauro e altri di loro abitano.
Partiamo il sabato mattina dunque. In treno saliamo senza biglietto. Prima di partire avevamo detto che avremmo fatto il biglietto in base a un pò di varianti: fila alle biglietterie, macchinette funzionanti...ma poi l'arrivo quasi all'ultimo minuto ci ha tolto il pensiero! Avremmo fatto il biglietto sul treno. Se il controllore fosse passato. Mia madre controllava il controllore tra una preghiera e l'altra, cioè tra una cruna e l'altra del rosario. Magari tutti i rosari e le pregehiere servissero per liberarsi dal controllore e dai ricatti del biglietto! Mia madre è cattolica, aperta, ma comunque cattolica. Non si libera sempre attraverso la preghiera. E neanche stavolta. Solo che mi viene da osservare: l'ansia da bigleitto che attanaglia molti di noi trentenni e quarantenni, che spesso diventa legalitarismo per molti equiesolidali e non solo, da dove viene? Mia madre non è una ribelle, anzi, eppure gestisce serenamente l'ansia del biglietto. Chissà perchè. Comunque, arriviamo a Torino senza biglietto, il controllore non passa. A Torino dobbiamo prendere il treno per Susa. Matilde viene alla stazione di Porta Nuova per portarmi dieci copie del mio libro Amico treno non ti pago (Matilde è la mia editrice). QUindi anche per aspettare Matilde, ma anche per bere un caffè (mia madre) che poi offriamo anche a Matilde, evitiamo di prendere il treno per Bardonecchia delle 14,32, e optiamo per quello che va a Susa delle 14,45. Pensiamo di fare il biglietto chilometrico perchè dobbiamo scendere a Sant'Antonino Vaie, ma l'edicola dove dovremmo comprarlo (quella della stazione) è chiusa, un'altra non ne ha, decidiamo di non farlo o farlo sul treno. Intanto cerchiamo di capire da quale binario parte il nostro treno per Susa. Ma non c'è scritto nel tabellone elettronico. Mia madre dice che vuole andare in abgno nella toilette della stazione. Le dico che è meglio di no perchè rischiamo di perdere il treno. Però dopo un pò ancora il nuemro del binario non appare. Ci sono due ferrovieri al binario 18 o 19 o 17, vicini a una Freccia Rossa (o Freccia Rotta?). Chiedo ai due se sannoa che ora partirà il treno per Susa. Uno dei due mi dice che arriverà con 25 minuti di ritardo! Altro che andare in bagno, mi amadre poteva andare anche a farsi una passeggiata in Via Roma, penso! Però non glielo dico. E invece chiedo come cazzo funziona sta cosa, meglio che non abbiamo fatto il biglietto, dico. I due fanno finta di non capire. Gli chiedo se vengono anche loro in Val di Susa domani, e loro tentennano, dicono no ma che sono vicini alla causa, ma non più di tanto a giudicare di come parlano. Poi ripeto che è meglio non fare il biglietto con questi treni e queste condizioni, tipo 4 miliardi di euro dei treni universali spostati all'Alta Velocità. Poi si avvicina mia madre. Uno di loro anzi tutti e due mi dicono che se non facciamo il biglietto ci fanno la multa. Penso che loro non ce la possono fare perchè noi prenderemo un treno e loro un altro. Però quando arriva il treno uno di loro due sale sul nostro stesso treno e io penso ( e mai amdre dice) che potrei parlare meno a volte. Però lui non ci chiede nè ci fa il biglietto. Noi scendiamo ad Alpignano, perchè io mando un sms a quattro persone in cui dico di questo treno che sta partendo con 30 minuti di ritardo. E Donatelle che riceve l'sms ci dice di scendere ad Alpigano che così andiamo con lei e la sua maica in macchina fino a Villarfocchiardo dove c'è la presentazione di Etinomia, la rete di imprenditori etici della Valsusa.
fine prima parte, se qualcuno di voi vuole sapere la seconda..aspetto un invito, se non non so se continuo a scrivere.
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